Continua la saga delle “pubblicitàgratuitemachissenefregalofaccioperchèmièpiaciuto”.
Sta sera Simo mi ha portata fuori a cena…siamo andati in un ristorante giapponese ad Ivrea (almeno in questo non rimpiango Torino, ci piace sperimentare cucine varie, e Ivrea si sta muovendo).
UCHI
Prima di tutto ho scoperto che quella che da sempre chiamo Piazza Ottinetti ha un secondo nome: Piazza Carlo Alberto………sapevo di “Piassa Granaja” ma quello è un soprannome popolare perchè una volta c’era il mercato del grano, ma piazza Carlo Alberto…è stato un po’ uno shok…..c’è da dire che qui hanno l’abitudine di chiamare un lato delle piazze con un nome e l’altro lato con un alto (es. piazza del municipio o piazza di città, come viene chiamata, in realta si chiama da un lato piazza Ferruccio Nazionale e dall’altra piazza Vittorio Emanuele!).
Ma non dovevo parlare di cibo?? Prima del cibo un nota sull’estetica…il locale molto molto bello, mi è proprio piaciuto: pareti granata scuro, arredamento moderno misto giapponese e pure un po’ minimal (ok è una spiegazione del cazzo, ma come direbbe andrea, fidati!).Musica Jazz per allietare la cena….
I tavoli erano apparecchiati in modo particolare, semplice ma raffinato: senza la tovaglia ma la striscia di stoffa (se non le avete mai viste non so come spiegarvele, cmq non ci vuole molta fantasia. A me piacciono molto, per quasto mi hanno colpita) i tovaglioli legati con un nastrino di raso dello stesso colore delle pareti (un’idea semplice ma, secondo me, d’effetto), le bacchettine in legno, non nella solita carta rossa che hanno tutti i cinesi, ma più carine e infine due pietre piccoline in mezzo al tavolo. Ok non servono a niente, ma tutto fa (poi magari nella cultura giapponese significano qualcosa, scusate l’ignoranza). Le forme dei piatti poi…piatti quadrati a forma di pagoda ecc

Il bagno molto carino (con giornale di moto sul davanzale vicino al water!) con asciugamanini riposti su una mensola per asciugarsi le mani (credo…) sinceramente non ho osato e mi sono asciugata le mani con le salviettine di carta, in fondo mi dispiaceva….
Il menù….credo che nei curriculum dei camerieri che lavorano ad un giapponese (o non italiano) debba esserci la nota:”ho tantissima pazienza, ripeto le cose più volte senza arrabbiarmi e non ho scatti d’ira se un cliente ci mette mezz’ora per decidere cosa prendere e prende l’unica cosa che non gli ho spiegato del menù” (cioè quello che ho fatto io), infatti il cameriere è stato gentilissimo! Non capivo perchè non c’erano i prezzi sul menù…ho poi scoperto che il menù per le donne è senza prezzi……..pensavo fosse una legenda metropolitana, invece esistono davvero i posti con i menù senza prezzi per signore! (Simo dice che in realtà non li ho visti perchè sono rincoglionita……Ray ti proibisco di dargli ragione!!)

Il cibo stra-buono, pesce fresco cucinato….forse è più appropriato dire preparato, molto bene: mi è piaciuto tantissimo, tranne lo zenzero che proprio non mi piace come sapore e poi è piccantino….niente a che vedere con il wasabi, l’unico cibo che mi fa lacrimare! Hanno fatto in modo straordinario anche l’unica cosa non giapponese che ho preso: un muffin al cioccolato, paradisiaco…. Ogni portata aveva la sua salsina da abbinare o l’insalatina di contorno.
Il vino questa volta l’abbimo saltato.
Per chi è di Torino tutto ciò è normale…ma per noi Eporediesi è una bellissima (e buonissima) novità!
P.S.: Le foto, come in tutti i posti di cui parlo qui, le ho fatte un po’ di sgamo perchè mi vergognavo un po’, infatti sono un po’ scure, ma spero si capisca qualcosa!